Calette silenziose, dune dorate e angoli poco battuti nella Sicilia sud-orientale
Il vento di scirocco arriva leggero nel tardo pomeriggio, quando la spiaggia si svuota e restano solo le orme sulla sabbia a Marina di Ragusa, basta allontanarsi di pochi chilometri per scoprire un altro ritmo: meno stabilimenti, più natura, meno folla, più silenzio è qui che iniziano le spiagge segrete che pochi raccontano davvero.
Dove finisce la folla: Randello e le dune selvatiche
A circa 15 minuti in auto, Randello è una delle ultime spiagge rimaste davvero libere, si attraversa una pineta profumata di resina, poi la vista si apre su dune dorate e mare limpido, al mattino presto, capita di incontrare pescatori locali che sistemano le reti, mentre il sole sale lentamente, non aspettarti servizi: porta acqua, ombrellone e rispetto per l’ambiente.

Punta Secca oltre Montalbano: il lato nascosto
Tutti conoscono la casa del commissario, ma pochi proseguono verso le piccole calette rocciose a est, qui il mare cambia colore, più profondo, più intenso, un anziano del posto raccontava che un tempo queste baie erano rifugio dei pescatori durante le mareggiate, oggi restano perfette per chi cerca tranquillità, soprattutto al tramonto.
Torre di Mezzo e Caucana: tra storia e acqua cristallina
Tra resti archeologici e mare basso, questa zona è ideale anche per chi viaggia lento, camminando lungo la costa, si intravedono tracce dell’antica Kaukana, portati una maschera: i fondali qui regalano piccole sorprese, tra pesci e rocce levigate.
Consigli pratici per viverle davvero
Evita agosto se puoi: giugno e settembre sono perfetti, il vento conta: con scirocco il mare è calmo, con maestrale più mosso ma affascinante, scarpe da scoglio utili per le calette meno sabbiose.
Il valore del silenzio
Queste spiagge non chiedono nulla, se non attenzione, restarci qualche ora significa rallentare davvero, ascoltare il mare e, forse, portarsi via qualcosa che non si vede ma resta



