Carnevale a Marina di Ragusa significa percepire subito un’aria diversa èfebbraio, ma il mare è lì, calmo, con quella luce obliqua che solo l’inverno siciliano sa regalare, sul lungomare Andrea Doria si sentono le risate dei bambini, il rumore secco dei coriandoli sotto le scarpe, l’odore delle chiacchiere fritte che esce dai bar storici, non è un Carnevale urlato, ma vissuto.

Il Carnevale che nasce dal quartiere
Qui la festa non è solo sfilata. È comunità. I carri allegorici prendono forma settimane prima, nei garage e nei capannoni poco fuori dal centro. Ho parlato con un artigiano locale che ogni anno, da oltre vent’anni, costruisce maschere in cartapesta ispirate alla vita quotidiana: pescatori, vecchi mestieri, scene di mare. Raccontano la Marina vera, quella che esiste anche quando i turisti vanno via.
Tra mare d’inverno e sapori stagionali
Uno dei momenti più belli è il pomeriggio, quando il sole cala e la festa rallenta. È il momento giusto per una passeggiata sulla spiaggia quasi vuota, prima di fermarsi a mangiare qualcosa di caldo: scacce ragusane, ravioli dolci ripieni di ricotta, vino locale servito senza troppe formalità. A Carnevale, qui, si mangia come a casa.

Consigli pratici per viverlo al meglio
Muoversi a piedi è la scelta migliore: il centro è raccolto e le strade chiuse al traffico durante gli eventi principali. Conviene arrivare nel primo pomeriggio e fermarsi fino a sera, quando la musica cambia tono e diventa più intima. Portate una giacca leggera: il vento di mare non perdona.
Perché è diverso dagli altri Carnevali
Il Carnevale di Marina di Ragusa non cerca di stupire con eccessi. Stupisce perché è vero. È una festa che rispetta i ritmi del luogo, il mare davanti e la gente intorno. Ed è proprio questa semplicità, sincera e condivisa, che resta addosso quando si torna a casa.


