Arrivando in piazza la mattina del 31 gennaio, l’aria è quella limpida dell’inverno sul mare. Non fa freddo davvero, ma abbastanza da apprezzare il profumo del pane caldo che arriva dai primi banchi. A Marina di Ragusa, “Gas in Piazza” non è solo un mercato: è un modo lento e concreto di stare insieme, di parlare con chi produce, di capire cosa c’è dietro ciò che mangiamo.
Un mercato che nasce dalle relazioni
I GAS – Gruppi di Acquisto Solidale sono una realtà viva nel territorio ragusano. Qui non si viene solo a comprare. Si ascoltano storie di piccoli agricoltori, di famiglie che coltivano secondo stagione, di cooperative che hanno scelto la filiera corta non per moda, ma per necessità e coerenza. Chi viaggia lo percepisce subito: non c’è distanza tra chi espone e chi chiede informazioni.

Prodotti locali, senza vetrina
Olio novello, conserve artigianali, formaggi a latte crudo, miele degli Iblei. Ogni banco ha una voce diversa. Ricordo una signora spiegare come cambia il sapore delle arance tra dicembre e febbraio, mentre il sole si alzava lentamente sulla piazza centrale. Dettagli che non trovi nei supermercati, ma che restano impressi.
Perché vale la pena andarci anche da viaggiatori
Gennaio è un mese perfetto per scoprire Marina di Ragusa senza folla. Dopo il mercato, una passeggiata sul lungomare è quasi obbligatoria. Consiglio di arrivare tra le 9:30 e le 11:30, quando l’atmosfera è più viva e c’è tempo per parlare davvero.
Un piccolo gesto che dice molto
“Gas in Piazza” racconta una Sicilia quotidiana, fatta di scelte consapevoli e comunità che funzionano. Se siete in zona, fermarsi non è turismo alternativo: è semplicemente entrare, con rispetto, nella vita del luogo.


