Ferragosto a Marina di Ragusa: il profumo di mare e street food che non trovi in nessuna guida
Una sera d’agosto tra bancarelle, luci calde e il rumore delle onde sul lungomare più amato del sud est siciliano
Ore 21:30, metà agosto. Il caldo del giorno si è sciolto in una brezza salmastra e il lungomare di Marina di Ragusa si accende di voci, risate e odore di pesce fritto. Ci sono stata lo scorso Ferragosto, incastrata tra famiglie in ciabatte e comitive di ragazzi, con un cono di panelle in mano ancora caldo.
Il rito dello scauzzu. Chi conosce davvero questo posto lo sa: prima di sedersi al ristorante, la gente qui “assaggia camminando”. Il chiosco vicino a Piazza Duca degli Abruzzi, aperto dalle 19 fino a notte fonda, prepara le panelle di ceci fritte al momento, croccanti fuori e morbide dentro, da infilare in un panino con un filo di limone.
Il pesce che profuma di barca. Poco più avanti, verso il porto turistico, alcuni pescatori vendono direttamente il pescato del giorno: sarde a beccafico da passeggio, polpo bollito servito in bicchierini di plastica. È street food vero, quello nato dal bisogno, non dal marketing.

Un consiglio pratico: ad agosto le code iniziano dopo le 21, quindi conviene arrivare prima delle 20 o dopo le 23, quando la folla si dirada verso la spiaggia libera di fronte al faro.
Non è solo cibo. È il modo in cui Marina di Ragusa, a Ferragosto, diventa un salotto a cielo aperto dove sconosciuti condividono lo stesso tavolino di plastica e lo stesso tramonto. Se capiti da queste parti in questi giorni, lascia la macchina fotografica per un attimo e assaggia: è così che si conosce davvero un posto.
Ferragosto a marina di ragusa panelle, pesce fresco e il rito serale del lungomare raccontato da chi l’ha vissuto. Consigli pratici, orari e sapori autentic



